Pictura – viaggio nell’arte tra Ottocento e Novecento

Pictura – la nuova mostra in programma allo Spazio BiG Santa Marta dal 01 marzo al 16 aprile è un vero e proprio viaggio nell’arte tra Ottocento e Novecento: a dialogare sono opere di Giuseppe Fattori, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Armando Spadini, Emilio Longoni, Eugenio Gignous, Gino Severini, Giacomo Balla, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Mario Sironi, Emilio Vedova, fino alle più recenti lastre di Roberto Ciaccio.

VIII International Conference – “NEW TECHNOLOGIES IN AUDIT AND RISK MANAGEMENT”

Il Dott. Anton Kuzupeev, professionista del Network Orange Table, delegato per il territorio CSI parteciperà come moderatore di Panel Discussion alla

 VIII International Conference- 03 Marzo 2021 ore 8,40

“NEW TECHNOLOGIES IN AUDIT AND RISK MANAGEMENT”

 su una delle più importanti piattaforme CSI con tema

“TRENDS OF A NEW DECADE. WHAT WILL CHANGE IN THE INTERNAL AUDIT?”

 

Link di evento:

https://business-format.com.ua/viii-international-conference-new-technologies-in-audit-and-risk-management/?lang=en 

 

Link personale:

https://www.linkedin.com/in/anton-kuzupeev/ 

 

 

“L’avvocato ribelle” Elisabetta Maggiori


“Il 19 dicembre 2019, prima dello scandalo PALAMARA e di quello SENTENZA PILOTATA BERLUSCONI, l’avv Elisabetta Maggiori, professionista del network Orange Table, ha pubblicato il libro “L’avvocato ribelle” Un testo che, con molta semplicità e umiltà, vuole aprire gli occhi, ma soprattutto le coscienze degli italiani. Il nostro Ordinamento Giudiziario va cambiato per garantire serietà, terzietà, competenza, onestà da parte di chi amministra la giustizia. La stampa crea lo scandalo quando il caso fa notizia, ma la giustizia dei complotti, dei favoritismi, delle sentenze aggiustate e dei provvedimenti privi di logica e buon senso è una realtà quotidiana. Indignarsi è un dovere, agire per un cambiamento AUTENTICO è un obbligo.”
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Sacrificium: un viaggio negli elementi

Milano, 7 dicembre 2020 I

“Sacrificium” è il nome del progetto artistico nato dalla collaborazione tra il fotografo Giuseppe La Spada e la floral artist Svetlana Shikhova, che verrà presentato in mostra, da lunedì 7 dicembre fino al 15 gennaio 2021, presso lo SPAZIOBIGSANTAMARTA, in via Santa Marta 10 a Milano.
Realizzato al largo di Stromboli durante l’eruzione del vulcano nell’agosto 2019, si tratta di un lavoro a quattro mani, nel quale la fotografia si incarica di sensibilizzare l’uomo sugli effetti che i cambiamenti climatici possono avere anche su fenomeni che generalmente non vengono imputati ai medesimi, ma che al contrario, ne potrebbero essere amplificazione diretta.
Una forte esplosione, un boato, un movimento d’aria, calore, lapilli, fumo che sale per oltre due chilometri. Questo è lo scenario che si apre davanti agli occhi della popolazione di Stromboli di fronte all’esplosione del vulcano e che ispira il sodalizio di due artisti, per i quali è indispensabile un Sacrificium per contrastare questo genere di catastrofi naturali.
Le fotografie esposte raccontano il senso dell’acqua, intesa come sostanza primordiale di vita e preziosa risorsa da tutelare. L’acqua sottolinea l’attenzione di Giuseppe La Spada verso le tematiche di sostenibilità ambientale. L’arte, la magia, la dimensione poetica delle composizioni floreali di Svetlana Shikhova conferisce un tocco di enigmatica bellezza nei silenzi. La figura della donna si intreccia con la natura dei fiori, paesaggi assoluti sono dominati dalla presenza maestosa del vulcano. Il mare rimbomba di un eco sordo e lontano.
Una meraviglia, solenne e misteriosa come la vita nelle profondità del mare, viene scossa improvvisamente da un boato che ferma il tempo, spalanca gli occhi, gonfia il petto e smuove le viscere, elargendo cenere, lava e lapilli. É la Terra che si ribella e ci manda un segnale ineludibile, “che siamo come isole nel mare, separati in superficie, ma collegate nel profondo”.
All’interno di questa mostra il design floreale e la fotografia si incontrano e riescono concretamente a veicolare ed ampliare il diffondersi della consapevolezza sulle questioni di sopravvivenza degli ecosistemi e dell’uomo.
SPAZIOBIGSANTAMARTA
Via santa Marta 10
7 dicembre – 15 gennaio 2021
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle 18.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e
dalle 15.00 alle 18.00

Progetto Cuvée: conferite nuove posizioni utp per 400 milioni. Gli advisor legali

Il progetto per le gestione di crediti utp Cuvée – partito un anno fa su una iniziativa di Amco e Prelios grazie a un accordo con Banca Monte dei Paschi di Siena, Mps Capital Services, Ubi Banca e Banco Bpm – entra nella seconda fase. Grazie a un nuovo conferimento pari a circa 400 milioni in termini di GBV (originate da circa 60 debitori), la piattaforma vede il totale dei crediti gestiti salire a circa 850 milioni confermando il primato sul mercato italiano e rendendo il fondo Back2Bonis uno dei principali credit fund specializzati in unlikely to pay relativi al settore immobiliare a livello europeo.

Il Fondo Back2Bonis gestito da Prelios sgr consente alle banche partecipanti di beneficiare del potenziale recupero di valore delle posizioni tramite le quote detenute nel fondo. Permette inoltre alle imprese debitrici di facilitare il processo di turnaround anche grazie alla nuova finanza che il fondo stesso può erogare, al fine di consentire una gestione proattiva dei crediti e degli immobili sottostanti.

Questa seconda fase è stata realizzata mediante una nuova operazione di cartolarizzazione dei crediti e dei leasing, a cui si è affiancata Banca Finint per l’acquisto dei contratti di credito non revocati.  Nell’ambito della piattaforma, Amco agisce come master e special servicer ed il gruppo Prelios come gestore del fondo e partner Real Estate nonché – a seguito dell’estensione ai leasing – quale special servicer per la gestione dei soli crediti con sottostante leasing immobiliare.

Gli aspetti legali sono stati curati da Cappelli Rccd e Chiomenti e quelli fiscali da F&C – studio legale tributario, con il coinvolgimento degli studi legali BonelliEredeMolinari e associati e Giancarlo Catavello Avvocati; lo studio legale tributario Cba ha agito quale esperto valutatore indipendente. Bain & Company ha supportato il progetto per la parte industriale.

 

https://legalcommunity.it/progetto-cuvee-conferite-nuove-posizioni-utp-400-milioni-gli-advisor-legali/

VENDERE IN NORD AMERICA NELL’ EPOCA POST COVID

Obiettivo di questo webinar é illustrare le regole da sapere per esportare verso il mercato nordamericano (USA e CANADA).

In particolare, saranno illustrate le prospettive economiche post – Covid e si analizzeranno gli strumenti a disposizione delle imprese italiane per lavorare con il Nord America.

Relatore: avv. Maurizio Gardenal (Studio Legale Internazionale Associato Gardenal Camatel Montana)

Data webinar: 14 dicembre p.v. ore 15.00 – 16.00.

 

Programma

Contenuti

1) I benefici per le imprese italiane che intendono avviare rapporti d’affari nel Nordamerica ( USA e CANADA );

2) le prospettive economiche del dopo Covid-19: quali opportunità per gli imprenditori italiani;

3) il contratto di vendita con gli operatori nordamericani: i principali accorgimenti per evitare indesiderati contenziosi;

4) le principali categorie societarie previste dal diritto locale per stabilire una sede nel paese.

Durata

00.00 ore

Quota di adesione:

Gratuito

Date svolgimento

14/12/2020 15.00-16.30

L’EMERGENZA NON E’ UGUALE PER TUTTI. Come e dove agire per ridurre le diseguaglianze e ridisegnare il futuro

L’EMERGENZA NON E’ UGUALE PER TUTTI

Come e dove agire per ridurre le diseguaglianze e ridisegnare il futuro

Un’emergenza come quella che stiamo vivendo mette maggiormente a nudo le disuguaglianze nella nostra società. Le fasce già socio-economicamente deboli sono più esposte ai rischi che riguardano la salute, gli aspetti economico-finanziari, l’isolamento sociale.  Ma anche il ceto medio sta sperimentando situazioni di disagio lavorativo, abitativo e scolastico.  Nelle aziende aumentano le disparità in termini di età, genere,  cultura digitale e apertura alla trasformazione in atto.

Oggi dobbiamo cogliere l’opportunità di gettare le basi per una società più giusta e stabile, in grado di garantire un futuro più equo per tutti.  Le marcate disuguaglianze non sono inevitabili ed esistono pilastri imprescindibili per ridurla. Si tratta di adeguati servizi sanitari pubblici, solide reti di protezione sociale, legislazioni efficaci a tutela dei lavoratori, sistemi fiscali più equi, di una formazione continua. Di modelli sociali che abbiano come riferimento, non solo la tutela, ma anche valori come la pace sociale, la giustizia, la stabilità, la valorizzazione della persona, la prosperità.  Obiettivo del Webinar è partire dall’analisi degli attuali disagi per individuare possibili soluzioni.

Chairman: Maria Grazia De Angelis, presidente AISL_O

Partecipano:
Luigi Gentili, sociologo e Presidente Centro Studi per l’Innovazione Manageriale
Gli aspetti economici e sociologici delle disuguaglianze

Roberto Panzarani, Presidente Studio Panzarani & Associates 
Le leve da attivare per ridurre le disuguaglianze

Rossella Martelloni, consulente di Sviluppo delle Risorse Umane, Coach
Reskilling – L’apprendimento per riqualificare e valorizzare le persone nelle aziende

Stefano Vergani: imprenditore, Presidente AISOM, membro Orange Table
Economia più giusta e stabile. Le richieste delle imprese

Per registrarsi inviare una email a info@aislonline.org. Verranno trasmesse le coordinate di accesso alla piattaforma ZOOM  qualche giorno prima dell’evento.

L’etica del documentario. Incontro con Riccardo Romani

La lezione online, organizzata dal prof. Roberto Farneti per il corso di Comunicazione istituzionale e gestione dei progetti pubblici, è aperta, oltre che agli studenti del  Corso di laurea magistrale in Politiche Pubbliche e Amministrazione, anche a studenti di altri corsi di laurea unibz. Dalle ore 16, su Teams, Romani interverrà per raccontare quali sono le coordinate etiche del suo lavoro di documentarista, una professione che ha sviluppato parallelamente a quella giornalistica e di scrittore.
Riccardo Romani ha iniziato la sua carriera di fotografo e filmmaker con un reportage durante l’assedio di Sarajevo nel 1993. In collaborazione con il regista messicano Alfonso Cuaròn e con la famiglia di Muhammad Ali, sta lavorando al progetto Bingham un documentario sulla vita di Howard Bingham, il fotografo personale e amico di lunga data del grande Muhammad Ali che ha lasciato un archivio di oltre 2 milioni di foto inedite.
Il giornalista è stato corrispondente per SkyTG24 da New York e Londra. Sempre per SkyTG24 ha inaugurato il primo ufficio di corrispondenza a Herat, in Afghanistan, dove nel 2010 è rimasto come inviato di guerra per il canale. Nel 2007 Romani ha collaborato con Cuaròn a “The Possibility of Hope” (Universal Pictures), un documentario uscito in contemporanea con il film “I figli dell’uomo”. Il sodalizio col regista messicano premio Oscar è proseguita fino al 2014 quando Romani ha fondato Robusto Films, casa di produzione per documentari di cui Cuaròn è Produttore Esecutivo. Nel 2008 ha scritto e diretto per SkyTG24 la serie di documentari The Election Game basata sulla campagna presidenziale di Barack Obama, serie che è valsa al canale il premio come miglior programma di news della tv italiana. Sempre per SkyTG24 nel 2011 ha scritto e diretto Coca Nostra, un documentario sul viaggio che la cocaina compie dalla produzione in Colombia, alle strade delle città italiane, passando nelle mani dei potenti cartelli in Messico e negli Stati Uniti.
Con Robusto Films ha prodotto e diretto nel 2016 Hands of God la vera storia di un gruppo di giovani pugili iracheni in lotta per la loro vita e allo stesso tempo in palestra a sudare sognando di qualificarsi per i Giochi Olimpici di Rio. Il film è in distribuzione negli Usa, UK e Australia. Nel 2013 il romanzo di Romani – Le cose brutte non esistono – è risultato finalista al premio letterario “John Fante” miglior opera prima.

Sapelli: “L’Italia è grande quando si comporta da media potenza”.

Genova – In che modo si deve posizionare l’Italia nel rapporto tra Cina e Stati Uniti? L’economista Giulio Sapelli ha le idee chiare. Ma parte da una premessa: “Innanzitutto, evitiamo di usare la parola geopolitica il cui significato presume scopi militari. Le parole giuste da utilizzare sono quelle della vecchia teoria del realismo: cioè, studio delle relazioni internazionali”.

Intervistato da Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, durante il settimo Forum de Il SecoloXIX-MediTelegraphSapelli entra nel vivo del tema quando parla dell’Italia come “media potenza”, spiegando il significato del “rapporto che intercorre tra imperatore e vassallo”. “Quando l’Italia, sia in passato che in tempi più recenti, svolgeva un ruolo di vassallo intelligente faceva cose che l’imperatore non riusciva o non voleva fare. Prendiamo il caso di Giorgio La Pira quando l’11 novembre del 1965 incontrò Ho Chi Minh per cercare di mettere fine alla guerra nel Vietnam. Poi, arrivarono le bombe ma fu un episodio chiave della storia moderna. Oppure nel 1956, quando gli americani si schierarono dalla parte di Gamal Abd el-Nasser, leader della Rivoluzione egiziana del 1952 e secondo presidente dell’Egitto. Gli americani si schierarono contro Francia, Inghilterra ed Israele i quali inviarono i paracadutisti sul canale di Suez, in quel momento l’Italia diventò l’interlocutore fondamentale per rasserenare il clima”.

Ironia della sorte, Sapelli ricorda che “la Cina è diventata grande grazie agli investimenti americani, ovvero grazie al multilateralismo. Ma prima degli americani, l’importanza delle relazioni internazionali ci è stato insegnato da Tucidide nella guerra del Peloponneso. Lui fu il primo ad individuare, nello scontro tra Sparta e Atene, un tipo di conflitto diverso da qualsiasi altro.  Come oggetto della guerra, infatti, egli vede non una controversia particolare ma il dominio incontrastato su tutta la Grecia da parte di Atene. Dominio che Sparta si ostinava a non capire”.

Sapelli insiste su un concetto: “Bisogna avere una visione dialettica della storia. Ricordiamo sempre che l’Italia ha stretto rapporti commerciali con la Germania nazista, così come con la Russia stalinista”. In sintesi, la nostra forza è sempre stata il multilateralismo.

Rapporto Italia-Cina, esperti a confronto

La tavola rotonda si focalizza poi sul rapporto Italia-Cina e sul futuro della Belt and Road Initiative (BRI): l’ambizioso programma del governo cinese che vuole finanziare con oltre 1.000 miliardi di dollari diversi investimenti infrastrutturali in quasi ogni angolo del pianeta: Africa, Europa, India, Russia, Indonesia. L’iniziativa, fortemente voluta da Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese, è stata lanciata nel 2013.

Iniziativa, osserva Paolo Moretti, direttore commerciale del Rina, che il Covid-19 ha frenato. Ma non è stata solo colpa della pandemia: “Il primo semestre del 2020 è quello che dal 2013 ha registrato i minori investimenti da parte della Cina sulla BRI, 23,4 contro 46 miliardi di dollari. Questo è accaduto anche perché Pechino sta focalizzando sempre più l’attenzione sulla parte marittima rispetto a quella terra. Non a caso, la flotta cinese è oggi la seconda al mondo dopo la Grecia, e anche noi negli ultimi due anni abbiamo raddoppiato le unità cinesi certificate”.

E’ chiaro  commenta l’armatore Cesare d’Amico – con l’entrata della Cina nel 2001 nel Wto, questo Paese è diventato la fabbrica degli Stati Uniti, garantendo una forte accelerata alla globalizzazione. Questa data secondo me è ancora più importante del 2017, quando ci fu la presentazione della Belt and Road Initiative con gli assetti attuali. Questo perché non abbiamo ancora chiari, nel settore delle materie prime, quali saranno gli effetti di quella decisione politica. Certo dietro c’è la fame di commodities, e forse la volontà di nascondersi dietro questo progetto per “invadere” industrialmente altri Paesi: penso ad esempio al Pakistan e la sua posizione strategica rispetto alla concorrenza con l’India”.

“Il grande assente oggi sono gli Stati Uniti”, aggiunge d’Amico. “Gli Usa si sono abituati ad essere leader, ma oggi la situazione è più complessa. I Paesi aiutati dagli americani si sono affrancati, e ora gli Stati Uniti cercano, anche a seguito della crescita cinese, una nuova posizione nel mondo. La battaglia finale tra Cina e Usa sarà monetaria: l’obiettivo, che forse sta anche dietro all’accordo con i 15 Paesi asiatici di metà novembre, è sostituire o affiancare la valuta cinese al dollaro come riferimento mondiale nei prezzi”.

Cosa sta facendo l’Italia con la Cina? “E’ vero che siamo stati l’unico Paese del G7 a firmare il memorandum con loro, ma le conseguenze pratiche sono poche. Abbiamo fatto due riunioni della task force, ma c’erano 300 persone. Non si è potuto fare niente, e con il governo Conte 2 le riunioni non sono più state convocate”, risponde lo spedizioniere internazionale Riccardo Fuochi.

“Comunque sia, l’Italia ha ottenuto dei benefici nel rapporto con la Cina: nei settori alimentare, vino, moda – ricorda -. Ma c’è bisogno di una contropartita, ai cinesi non abbiamo ancora chiesto nulla, e però subiamo le pressioni di Paesi come gli Stati Uniti che vedono di cattivo occhio questo accordo”. Sta di fatto che il volume commerciale tra Italia e Cina ha perso un miliardo di euro nel 2020. Riusciremo a recuperarli nel 2021? “Sicuramente sì,”, conclude Fuochi.

Sapelli: “L’Italia è grande quando si comporta da media potenza”. Rapporto con la Cina: d’Amico, Moretti e Fuochi a confronto